LUGANO DOLOROSO CAPITOMBOLO

Brutta ripresa delle ostilità del campionato per il Lugano che, di scena all’Hallenstadion, ha retto, e bene, un solo tempo ai Lions. Poi è naufragato senza appello sulla scia di una serie di errori difensivi clamorosi, un’abulia disarmante, una mancanza di idee e di stimoli davvero preoccupante. Del resto, il risultato finale (7 – 2 con un parziale del primo periodo di 2 – 1) la dice lunga sull’andamento della contesa. Lasciano perplesse, infine, alcune scelte tecniche. La partenza di Othamaa è stata compensata dall’ingaggio, sino a fine stagione, di Postma (da tempo presente alla Resega) e specialista del power play.  Ebbene, il canadese non è mai stato impiegato nell’esercizio. Nessun segnale, anche, dalla panchina per richiamare la squadra: non un time out, non variazione delle linee, Muller lasciato in balia degli eventi sino alla terza sirena. Insomma, una serataccia sotto tutti i punti di vista.

CONFERME E PARTENZE ANCHE AD AMBRI’

Giunge finalmente anche l’ufficialità dell’ingaggio di SCOTTIE UPSHALL, che vestirà la maglia dell’Ambrì sino al prossimo Natale, dopo aver superato con successo le rituali visite mediche. Purtroppo, ad un arrivo corrisponde una partenza: quella del portiere Dominic HRACHOVINA che si era fatto molto apprezzare come sicuro talento ma che, approssimandosi il rientro di CONZ (che sta disputando una serie di incontri preparatori con i Ticino Rockets), non troverebbe spazio in virtù della nazionalità straniera. Dall’infermeria, infine, notizie contrastanti: alle buone nuove sul conto di Conz, fanno da contraltare quelle negative di NOVOTNY che, annunciato rientrante dopo la pausa novembrina,  resterà ai blocchi e si spera di riaverlo per la Spengler.

C’E’ CHI SE NE VA …

Alla prima pausa della stagione, arriva il tempo dei primi bilanci e, chi può, corre ai ripari nel tentativo di operare qualche correttivo in corso d’opera. Operazione sempre difficile, perché le possibilità che si offrono non sono molte. Tuttavia, a Lugano, dopo la partenza anzitempo di SPOONER (che, per inciso, non sta brillando neppure in KHL), con la gara casalinga contro il Bienne si conclude anche l’esperienza di OHTAMAA, giunto in prestito dalla Finlandia ma diretto verso la KHL. Ora non resta che mettersi alla ricerca di possibili sostituti, probabilmente con priorità per un difensore, visto che la scelta dell’allenatore pare costantemente orientata ad un 2 + 2.

Non aveva mai fatto l’unanimità dei consensi, la situazione a Berna appare abbastanza complicata e difficile, dunque naturale che KOIVISTO, il difensore finlandese giunto in estate, sia pronto per lasciare la capitale elvetica.

LUGANO ALLA PAUSA PER MEDITARE

Due sconfitte nel week end per il Lugano che soccombe nettamente a Ginevra (4 – 0) al cospetto di una formazione che ha saldamente tenuto in mano le redini della situazione, mentre, nelle rare occasioni in cui i bianconeri si sono fatti pericolosi, Descloux se l’è cavata egregiamente, tanto da poter festeggiare un qualificante shut out. Purtroppo i sottocenerini non hanno avuto troppi motivi per gioire, messi sempre alle strette da una formazione che basa le proprie risorse soprattutto sul contingente straniero: finchè regge, sarà difficile raggranellare punti alle Vernets. Così è stato anche stasera, con Zirkirchen sotto pressione sin dalle prime battute. Meno peggio, ma ugualmente negativa, la serata casalinga con il Bienne (1 – 2) che ha centrato bottino pieno. Per la formazione di Kapanen i pochi momenti di pressione e manovra sottoporta avversaria, sono parsi troppo sporadici e fuggenti per poter portare a casa l’intera posta. Che la formazione trovasse difficoltà nell’assemblaggio era risaputo, per cui la pausa giunge propizia per una meditazione sulle scelte da effettuare nel futuro prossimo, al fine di allestire una manovra, e forse anche una formazione, maggiormente competitiva, ma soprattutto più costante.

AMBRI’ SEMPRE PIU’ CONVINCENTE

Week end da brividi per la pattuglia di Luca Cereda che dal derby vittorioso perde Kneubuhler (per almeno 6 – 8 settimane, anche se non dovrà subire interventi chirurgici), Fora e Incir, ma recupera Roherbach e scende sulla pista di Bienne per sfatare la maledizione della Tissot Arena. Con una prova da classificare tra le migliori, se non la migliore in assoluto della sua stagione, l’Ambrì coglie il primo successo esterno da tre punti della stagione, ma soprattutto dimostra a se stesso e agli altri che l’abnegazione, lo spirito, il coraggio e la voglia con cui la formazione scende in campo, riesce a sopperire alle assenze, pure pesantissime e numerose, nonché alla differenza di tasso tecnico con le formazioni avversarie (vedasi il Bienne nella fattispecie). Purtroppo, tanto successo non è stato bissato la sera successiva alla Valascia, dove la squadra ha lottato contro i capoclassifica dello Zurigo ed è … scivolata a 19 secondi dalla terza sirena, momento in cui Kruger ha messo alle spalle di Manzato il disco del definitivo 3 – 2. Prima di allora, i leventinesi avevano cullato il sogno del terzo successo consecutivo sino alla metà del terzo tempo, frutto delle reti di D’Agostini e Hofer (sempre servito dallo stesso numero 36). Purtroppo, la chiave di volta è stata nell’infruttuoso 5 vs 3 che avrebbe potuto mettere il sigillo definitivo alla contesa. Infatti, nelle superiorità numeriche avute a disposizione, la squadra di Cereda ha cavato la sola rete di D’Agostini del pareggio sull’1 – 1. Peccato, perché la vittoria non sarebbe stata demeritata, tenendo conto l’infermeria, nella serata, si era arricchita (si fa per dire) anche di Pinana, vittima di un inconveniente addirittura nella fase di riscaldamento. La pausa della Nazionale arriva propizia per rifiatare dopo l’intenso avvio di stagione, oltre a sperare di recuperare qualche infortunato ( e perché no inserire il probabile nuovo arrivato che non è ancora stato ufficializzato)

UPSHALL ALL’AMBRI’

Che le defezioni fossero troppe e che l’infermeria avesse fagocitato oltre mezza formazione, costituiva motivo per cui, nonostante le ristrettezze economiche di sempre, Paolo Dura gettasse un occhio sul mercato per vedere di arruolare qualche pedina utile alla causa. La scelta è caduta sul canadese SCOTTIE  UPSHALL,  36 anni, un trascorso di spessore in NHL con oltre 800 partite e 298 punti, al momento senza contratto e desideroso di mettersi in luce alla Spengler nel Team Canada. Ha sottoscritto un contratto sino a Natale. Resta l’incognita della lunga assenza dal ghiaccio da protagonista. Lasciamoci stupire!

IL DERBY ALL’AMBRI’

Che il derby sia partita affascinante e imprevedibile lo dimostra la serata della Resega dove un Ambrì formato cuore, coraggio e abnegazione ha messo alle corde un Lugano apparso molto sorpreso dalla verve dei leventinesi che, nel secondo periodo, erano avanti di un perentorio 3 – 0, indiscutibile sotto tutti i punti di vista. A quel punto, partita chiusa, verrebbe di dire. Invece, una rete a stretto giro di posta di Burgler, teneva accesa una speranza flebile, ma non estinta, che si trasformava in fuoco sacro solo nel finale, dopo rete rocambolesca (dormita colossale della retroguardia biancoblu) del 2 – 3, per l’immancabile aggancio ad una manciata di secondi dalla terza sirena. Eppure, mai nel corso della contesa, anche sotto l’arrembare avversario, la formazione di Cereda aveva smesso di essere presente in modo molto pericoloso dalle parti di Zurkirchen, fallendo, a più riprese, il colpo decisivo. E dire che, strada facendo, si erano persi per infortunio Kneubuhler (dal primo periodo) e Fora (dalla fine del secondo). L’Ambrì aveva in serbo il colpo di coda dei rigori (tutti a bersaglio) per portarsi a casa un meritato secondo punto, dopo averne perso per strada un terzo. Purtroppo la bella prestazione relega la formazione all’ultimo rango in classifica. Per il Lugano alti e bassi sono da mettere in preventivo. Certo è che, di fronte alla veemenza dei sopracenerini, Chiesa e compagni sono stati sorpresi e molli nella reazione, sino all’assalto finale.

LA PAZIENZA DEL LUGANO PREMIA

La partita con lo Zugo si prestava a molte chiavi di lettura, compreso, inevitabile, il confronto / rimpianto per la partenza di Hofmann. Che il casco giallo si sia dannato tutta la serata per rendere la vita difficile ai vecchi compagni era nelle corde; tuttavia, il Lugano non si è fatto prendere la mano e ha cercato, con pazienza, di tessere la sua tela, ad unico beneficio della sua situazione, indipendentemente da chi avesse di fronte. Ciò ha premiato, anche quando la frittata pareva fatta (rete in short hand degli svizzero centrali su ennesimo pasticcio difensivo). La rete di Bertaggia, puntuale per caparbietà e abnegazione, spianava la strada a un terzo periodo tutto a trazione anteriore che sfociava, solo all’overtime, nella rete della vittoria, guarda caso, sempre dell’ex: ma questa volta era Lammer. 

AMBRI’ SEMPRE PIU’ IN AFFANNO

Settimana senza soddisfazione per l’Ambrì che raccoglie tre sconfitte consecutive, due tra le mura della Valascia (contro Berna e Davos), una in trasferta (Ginevra), tutte sottese da un unico comune denominatore: la sterilità offensiva che non consente di tradurre utilmente la mole di lavoro costruito. Certo le defezioni legate agli infortuni non aiutano (ma, ad essere onesti, il problema sussisteva anche prima), per cui si arriva ad un film già visto e rivisto gli scorsi anni: bravi, volenterosi, un po’ sfortunati, ma i punti li incamerano gli altri. Anche ieri sera, come nelle situazioni precedenti, è bastato poco per fare la differenza: due tiri ben assestati (di Rantakari e Lindgren) che hanno mandato nel cestino i ben 43 a 24 effettuati dal leventinesi nel corso dei sessanta minuti. Si spera che dall’infermeria qualcuno affretti i tempi (Zwerger, un po’ a sorpresa, è stato della partita con un apporto ovviamente limitato, ma beneaugurante), altrimenti la sorte appare segnata: con neppure un punto a partita, non si va lontani. Per fortuna la rassegnazione non ha ancora preso il sopravvento e, si spera, non lo abbia mai: la squadra lotta, si impegna ma una percentuale di realizzazione del 6% sui tiri effettuati, non consente di muovere la classifica.

COPPA AMARA PER LE TICINESI

Coppa amara per le Ticinesi, impegnate entrambe in trasferta. Che il sorteggio non fosse stato benevolo, specie con i leventinesi, opposti alla Tissot Arena alla loro “bestia nera” del Bienne, lo si sapeva prima di cominciare. Il verdetto finale, e relativi strascichi, era lungi dall’essere prevedibile. Cominciamo dal primo punto. 3 – 1 al 52′ non è bastato per portare a casa la vittoria: Kunzle, non solo ha realizzato e concretizzato la rimonta, ma ha anche segnato la rete del definitivo sorpasso all’overtime. Peccato che prima di tutto questo, in uno scontro con Sabolic (per altro autore della terza rete leventinese), avesse procurato un grave infortunio all’attaccante sloveno, portato a braccia fuori dal ghiaccio, senza che la quaterna arbitrale muovesse un dito. Infortuni come quello occorso a Sabolic fanno venire i capelli bianchi. Poi si giura che nessuno volesse fare danno ad un collega intenzionalmente, ciò non toglie che i falli restano falli e si dovrebbe provvedere. Specie da parte di chi è preposto alla regolarità della manifestazione.

Oltre alla beffa, stavolta anche il danno, perché il buon Sabolic andrà ad affollare la già nutrita infermeria dell’Ambrì’, si dice per almeno 6 – 8 settimane, trattandosi di un infortunio ai legamenti del ginocchio (non meglio precisato).

Sotto l’aspetto del risultato, non è andata meglio al Lugano che in quel di Davos è scivolato ai rigori e al cospetto di un Ambuhl che ha imperversato sia nei tempi regolamentari che nei rigori. I bianconeri hanno avuto qualche occasione oltre l’iniziale vantaggio di Burgler, ma Zurchirken ha dovuto sfoderare parete di spessore per capitolare una sola volta prima della terza sirena.

Intanto anche la telenovela di SPOONER si conclude come era logico attendersi: se ne va in KHL e approda alla Dimano Minsk con beneplacito di tutti. E poiché Ohtamaa non è poi così sicuro di fermarsi a lungo in riva al lago, la società si è premurata di tenere in stand by un possibile sostituto: l’americano PAUL POSTMA, 204 gare in NHL e 239 in AHL, che, al momento, si allena con i bianconeri