Nel segno della continuità, l’Ambrì raccoglie punti preziosi sulla difficile pista della Ilfis: due, dopo i rigori, ma potevano essere tre se, a una manciata di secondi dalla fine, la sfortuna non ci avesse messo del suo. Un tiro di Di Domenico indirizzato decisamente out, incocciava la gamba di Fischer per finire imprendibilmente alle spalle dell’ottimo Manzato. Tuttavia, qualche ingenuità la formazione leventinese l’ha commessa: la più consistente proprio in occasione della superiorità concessa in occasione del 3 – 3. I ticinesi controllavano agevolmente la situazione, in condizioni di superiorità, ma offrivano un clamoroso contropiede che Trisconi era costretto a fermare fallosamente (fallo, sia chiaro, ben speso). Dagli sviluppi della situazione, il pareggio dei padroni di casa. In soldoni, con maggiore attenzione nella gestione del disco, i tre punti sarebbero stati in saccoccia! Per il resto il Langnau ha attaccato a folate costringendo gli ospiti in affanno, sull’onda d’urto dei suoi uomini migliori che Ehlers continua a spremere oltre l’inverosimile (reggeranno?), ma gli uomini di Cereda sono stati capaci di pungere in contropiede e acquistare, strada facendo, maggiore autorità per giostrare, nel terzo tempo, con controllo della situazione. Subito il 2 – 2 (sempre in inferiorità), l’Ambrì ribatteva con D’Agostini il temporaneo 3 – 2. Poi nulla nell’overtime sino ai rigori, dove Manzato (ancora un’ottima prestazione) chiudeva a doppia mandata la porta e consegnava il meritato punto supplementare.
Del giorno prima la notizia del rinnovo per ALESSIO BERTAGGIA che farà altri due anni in bianconero, mentre per SPOONER cominciano ad aleggiare spifferi di KHL. La partita di Berna poteva essere molto più insidiosa del solo impatto con gli orsi alla PostFinance Arena. Invece, qualche fischio è piovuto dalla tribune all’indirizzo degli uomini di Jalonen (cui è stato rinnovato contratto in settimana, un po’ contro le esigenti tendenze della capitale), costretto a chiamare un time out a metà partita. Se il Berna ha i suoi demeriti, nonostante Schlegel abbia fatto gli straordinari perché la situazione non precipitasse ancor prima, molto merito lo ha il Lugano che ha messo a nudo impietosamente i limiti dell’avversario, imperversando nel terzo rossogiallonero per ampi tratti della contesa. A poco è valsa la vena “anti Lugano” di Inti Pestoni, tornato nel marcatore con una doppietta. La formazione di Kapanen ha giostrato con sicurezza sia tra le retrovie, dove il duo straniero ha dettato legge, sia in attacco.
Come già dal giorno prima si sapeva, il risultato della Valascia sarebbe stato ininfluente per le sorti dell’Ambrì in CHL. Eppure i Leventinesi hanno voluto onorare sino in fondo la propria partecipazione e, benché non qualificati per la fase successiva, restano la formazione che ha ottenuto più punti tra gli esclusi (10). La partita con il Brystica ha offerto a Cereda l’opportunità di fare qualche cambiamento alla luce delle defezioni per infortunio: così è stato chiamato Gerlach dai Rockets, insieme a Moor e Payr, mentre sono rimasti a riposo Flynn, Fora, Ficher e Dotti. Nonostante tutto, la partita, apparsa a tratti spigolosa per il solito modo di interpretarla da parte degli slovacchi, ha preso subito una piega favorevole per i padroni di casa che al 22′ già veleggiavano su un comodo 2 – 0. Purtroppo, nell’occasione, l’autore del gol (D’Agostini), riceveva disco su un dito e si procurava vistosa ferita che lo costringeva ad abbandonare la contesa. Così il Banská risaliva pian piano la corrente e perveniva sino al vantaggio (3 – 2 in avvio di terzo periodo). Alle maniere forti degli ospiti, l’Ambrì rispondeva per le rime e la bagarre che ha visto protagonista Misha Moor dava il là alla riscossa: pareggio di Sabolic (finalmente a bersaglio) e vantaggio definitivo di Dal Pian (sempre più convincente e propositivo nello scacchiere di Cereda). Un risultato che nell’ottica del coach ticinese corrobora quella propensione alla continuità cui tanto anela.
Torna al successo il Lugano, seppure all’overtime e salva prestazione incolore sulla pista di Rapperswil, grazie ad una rete in extremis di Lajunen ed il game – winning gol di Zangger al supplementare. Serata a lungi tratti poco edificante su entrambi i fronti, ma con i padroni di casa che hanno osato di più e sono pervenuti al meritato vantaggio in avvio di ripresa. Le poche idee e confuse hanno trovato un lampo nella penalità a Ness (a meno di 5 minuti dal termine) che consentiva una superiorità numerica ticinese, concretizzata, finalmente, da Lajunen per il pareggio. poi, come detto, anche il sorpasso a ranghi ridotti.
L’avvicinamento alla partita era, però, stato dominato dalle illazioni su Spooner, divenuto un po’ “l’oggetto misterioso”: venuto per rilanciarsi e fare ritorno ai lidi che gli competono, è relegato costantemente al ruolo di straniero in sovrannumero. Le interviste della settimana di allenatore, giocatore e D.S. non hanno portato elementi per dipanare la intricata matassa, anzi. Una sconfitta avrebbe acuito la situazione anche sotto questo aspetto. La vittoria non rasserena, ma calma le acque. A patto che non si ritorni al consueto errore di nascondere la polvere sotto il tappeto.
L’avventura di Champions Hockey League per l’Ambrì termina qui, indipendentemente dal risultato che si dovesse verificare nella partita di questa sera alla Valascia contro gli slovacchi del Banská Bystrika. Infatti, l’altra sfida del girone, disputata ieri a Karlstad, ha visto la vittoria per 3 – 1 degli svedesi sui tedeschi del Monaco, già qualificati. Con il successo, la formazione bianco verde non è più raggiungibile in classifica dai leventinesi, anche in caso di vittoria. Vedremo quale schieramento metterà in pista Cereda per l’occasione, tenendo conto dell’indisponibilità di Zwerger (sino a dopo la pausa della nazionale di novembre) per una lesione alla caviglia rimediata nel finale della partita con il Rapperswil.
Seconda sconfitta in meno di 24 ore del Lugano che sulla pista di Malley non ha saputo fare di meglio che arrivare vicino al Losanna, ma poi cedere alla distanza per 5 – 2. Eppure, dopo primo periodo abbastanza disciplinato, con poche occasioni per entrambe le contendenti, ma un palo di Klasen all’attivo, ci si aspettava prova migliore di quanto non si sia verificato nella ripresa. Invece, ricomparsa remissività e approssimazione, lo spazio per manovrare il Losanna ne ha trovato quanto voluto e filato via su un 3 – 0 comodo quanto rassicurante. Sul finire del tempo, però, una rete di Lajunen (certamente il più volitivo della combricola), nata un po’ dal nulla, riaccendeva un po’ di sacro fuoco che prendeva vigore sino ad approdare nel 2 – 3, sempre di Lajunen, lesto a ribadire in rete un rebaund di Stephan. Poteva essere un’onda importante da cavalcare: in effetti gli uomini di Kapanen ci provavano, anche se in modo confuso, tanto che il Losanna non correva eccessivi rischi e teneva il più possibile il disco in posizioni poco pericolose. C’era persino la ghiottissima occasione di una superiorità numerica che poteva coronare un aggancio quasi insperabile, ma la frittata la combinavano Fazzini e Loefflel lasciando scappare in solitaria Bertschy per il suggello finale. Ininfluente la rete a porta vuota del 5 – 2.
D – Luca una buona partita con qualche brivido nel finale..
R – No io dico una buona partita perché l’Ambrì ha portato tutti i suoi valori sul ghiaccio e ha meritato di vincere. Siamo contenti della reazione che il gruppo ha mostrato rispetto a ieri, dato che, ovviamente, non eravamo contenti, non era facile rispondere in questo modo, ma la squadra lo ha fatto e ha meritato la vittoria.
D – Hai notizie di Zwerger uscito infortunato?
R – No non ho ancora parlato con lui, sicuramente sarà valutato dallo staff medico nelle prossime ore, ma per ora non so cosa si sia procurato.
D – Come ti spieghi questa grande differenza di atteggiamento tra ieri e oggi, ma in generale, anche negli ultimi tempi questi sbalzi di rendimento?
R – E’ un fattore di costanza. Dobbiamo imparare a considerare che ogni tanto ci sia la situazione nella quale si subisce qualche “pugno”, sia esso a inizio partita come ieri, sia a fine come oggi. L’importante è sapersi rialzare e rispondere anche noi, magari più forti di prima. Questa costanza non cadrà dal cielo, ma ci si arriva con l’allenamento, lavorando duro. Ultimamente abbiamo ripreso un po’ il nostro ritmo, stiamo però giocando tanto, quindi non abbiamo tantissimo tempo per gli allenamenti, per cui fondamentale che quei pochi allenamenti che facciamo, li facciamo con l’intensità necessaria
D – questa sera sei tornato ad un assetto più usuale sul ghiaccio. L’esperimento di rivoluzionare le linee è durato due partite. Ti ritrovi meglio così?
R – Non credo sia questione di meglio / peggio: si tratta di trovare l’equilibrio per fare in modo che tutte e quattro le linee possano portate intensità sul ghiaccio. Stasera si è verificato, in Slovacchia anche, mentre a Losanna e a Zugo assolutamente no. Dobbiamo trovare costanza partita dopo partita, anche se non è una garanzia di risultato, ma a medio e lungo termine, inanellando buone prestazioni, i risultati arrivano di conseguenza.
D – Sbaglio se dico che con Manzato in porta la squadra sembra più stabile potendo utilizzare quattro stranieri di movimento?
R – Non saprei cosa rispondere. Ieri sera con Hrachovina in porta abbiamo giocato molto male, mentre il Slovacchia meglio, sebbene avevamo comunque quattro giocatori di movimento. La mia sensazione è che ci manchi la costanza da partita in partita, piuttosto che uno schieramento o l’altro sia migliore.
D – Tre gol in power play e il grande apporto della quarta linea
R – La quarta linea sta lavorando bene, dall’inizio della stagione e, come ho detto, se lavori bene, i frutti sono una conseguenza. Quanto al power play, prima di oggi eravamo al % di realizzazioni, quindi oggi è un buon passo avanti, ma possiamo far meglio, ma la base c’è.
D – Oggi era la decima partita di Sabolic. Cosa ci dici?
R – Oggi ha giocato bene e lui deve giocare come oggi perché solo così può essere utile all’Ambrì. Penso che sia un buon straniero in questa lega. Ora pare aver ritrovato la strada, deve continuare a percorrerla.
D – Anche se il gol continua un po’ a mancare…
R – Se continua così è solo una questione di tempo. Ma si deve continuare: stasera ha giocato per la squadra, era intenso, aggressivo. E’ quello che gli chiediamo, quello che sa fare, quello che gli chiederemo per le prossime partite.
D – Focus ora sulla Champions, anche se la qualificazione non dipende solo da voi
R – Martedi sapremo se la qualificazione sarà ancora possibile o meno. Per noi già ora è stata una buonissima esperienza, a livello sportivo abbiamo imparato tanto, sia come squadra, ma anche come staff e come Club, abbiamo affrontato squadre molto forti. Non abbiamo rimpianti, abbiamo certato di approfittare di questa occasione e l’obiettivo è quello di chiudere bene. Mercoledi vogliamo fare una buona partita perché, come detto, stiamo ancora lavorando sulla costanza e questa è un’occasione per lavorare su questo aspetto, classifica positiva o meno.
D – Notizie sugli infortunati?
R – Conz si sta quasi allenando regolarmente, quindi tutto procede secondo i piani. Novotny è appena rientrato sul ghiaccio ma è ancora un “paziente”. Kostner è seguito dagli specialisti e in questo week end sapremo qualcosa di più preciso; ovviamente il suo infortunio si è rivelato più importante di quanto si credesse. Infine Rohrbach attende dai medici il via libera per tornare ad allenarsi
D – Dopo la partita di ieri, la squadra ha avuto un gran bella reazione, tree reti in power play, anche se nel finale i due gol subito hanno creati qualche problema
R – Era importante mostrare una reazione dopo la partita di ieri. Stasera abbiamo ripreso a fare il nostro gioco, abbiamo disputato una buona partita anche se nel finale abbiamo subito due gol. Questo non vuol dire che ci siamo lasciati andare sul 3 – 0, perché sapevamo che loro non si arrendono facilmente e venivano da una serata nella quale hanno rimontato 4 reti al Berna.
D – Tre reti in power play: esercizio che sino ad ora aveva funzionato un po’ meno…
R – Sì, pian piano, lavorando in allenamento i risultati si vedono e questa sera ha funzionato bene.
D – A livello difensivo, il box play non è mai stato un problema e anche quest’anno avete dimostrato che lo sapete gestire molto bene
R – L’importante resta sempre mantenere la linea del nostro gioco, mantenendo freddezza in difesa. Le occasioni prima o poi arrivano. Il nostro focus rimane la zona difensiva.
D – Da qualche tempo l’apporto della terza e quarta linea appare importante
R – Sì stanno girando molto bene perché abbiamo bisogno di tutti, non solo, delle prime due linee. Non importa chi segna, ma se c’è l’apporto di tutti è meglio
D – Nota negativa l’infortunio di Zwerger: sembrerebbe il ginocchio, anche se le immagini non sono per nulla chiare
R – Non saprei cosa dirti, non ho visto l’episodio e non ho parlato con lui
D – Episodio singolare, forse la prima volta che succede, i due video – challange chiamati dall’allenatore del Rapperswil che ora si possono chiamare più volte nel corso della partita. Come avete vissuto dal vivo questa situazione?
R – Era una regola presente anche lo scorso anno, ma con il nuovo regolamento, in caso di mancato errore arbitrale, rischi di ricevere una penalità di due minuti. In questo caso entrambi sono stati negativi, buon per noi che abbiamo avuto due superiorità…
D – In settimana l’ultima partita di Champions dove la qualificazione è ancora possibile, anche se non dipende solo dalla vostra volontà, ma conta anche il risultato del Farjestad. Come vi presentate alla sfida con il Bystrica?
R – … per vincerla sicuramente. In fondo noi non ci siamo posti chissà quali obiettivi: volevamo scendere in pista e giocarcela con chiunque, fossero anche le migliori formazioni d’Europa. Per ora ci siamo sempre riusciti e credo sia un’ottima cosa essere arrivati all’ultima partita ed essere ancora il lotta per la qualificazione.
D – C’è qualche rimpianto per qualche punto lasciato qui o là (esempio la mancata vittoria con Monaco in casa)…
R – Facile dirlo adesso. Ovvio che c’è un po’ di rimpianto perché sarebbe bastato poco. Per ora cerchiamo di vincere la nostra partita, poi si vedrà D – Allora ci si crede
R – Certo, sempre
Grazie a Christian Pinana per la sua disponibilità
Era necessaria una reazione, dopo la brutta uscita di Zugo, e reazione c’è stata: la formazione di Cereda ha fornito una buona prestazione e preso anche ampio margine di manovra (oltre il 3 – 0 del punteggio), contenendo le sfuriate improvvise dei sangallesi (ancora ottime parata di Manzato) e pressando per lunghi tratti Nyffeler e compagni. Tornati al line up più abituale, si sono fatti notare anche gli stranieri, soprattutto Sabolic, andato molte volte al tiro, mai a bersaglio, talvolta per un nonnulla. Nel finale, una carambola da biliardo (tiro del difensore che incoccia la gamba di un compagno nello slot, per finire sulla paletta dell’attaccante appostato libero di fianco alla porta) ha ridestato le speranze ospiti che, pervenuti sul 2 – 3, si sono illusi di poter ripetere l’impresa della sera precedente col Berna. Invece, una penalità di Antonietti, permetteva una superiorità che D’Agostini impiegava neppure 20 secondi per capitalizzare nel migliore dei modi.
Da rimarcare che nel finale, uno scontro alla balaustra, per altro regolare, costringeva Zwerger ad uscire dal ghiaccio a braccia (forse, cadendo male, si è procurato un infortunio al ginocchio, ma al momento nessuna informazione è trapelata). Notizia curiosa, l’uso del video – challange, chiesto per ben due volte dall’allenatore del Rapperswil Tomlisson: in entrambe le occasioni senza ragione e dunque punito, oltre alla rete, da una penalità di due minuti, secondo le nuove regole.
Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, è stato premiato il Presidente Filippo LOMBARDI per le sue 600 partite da presidente! E la storia continua ….
Che la serata fosse di quelle storte, alla Resega lo hanno capito subito, ma la speranza di “raddrizzarla” è durata sino alla pausa, quando la seconda rete del Friborgo ha fatto intendere che anche questa erano svanite. La poca propensione all’ordine e al sacrificio, almeno nella presente partita, sono state alla base del successo ospite: che i burgundi fossero raffazzonati lo si sapeva, ma almeno ci hanno messo impegno e abnegazione (prova ne sia i molti tiri bloccati) per raggranellare qualcosa di buono. Brodin ne è stata l’anima e l’esempio, sempre pronto a metterci del suo per rendere la vita difficile ai difensori e portando a casa, a conti fatti, una meritata vittoria. Il Lugano ha messo, invece, sul ghiaccio vecchi errori: poco determinato e a maglie larghe in difesa, il solito vizio di voler risolvere le cose singolarmente. Poco male se si tratta di un incidente di percorso, meno bene se non si riprende rapidamente la via, tormentata e angusta, ma redditizia, delle scorse uscite.