GINEVRA INDIGESTA PER IL LUGANO

Due incontri in 24 ore per la doppia sfida delle Vernets. Niente da fare, in entrambi i casi, per il Lugano che, partito apparentemente alla grande sino ad ottenere doppio vantaggio, si disuniva in una serie di svarioni e amnesie difensive che consentivano al quadrato avversario di fare bottino pieno. 7 – 3 la prima volta; 5 – 2 la seconda, sono risultati piuttosto eloquenti. Se sul fronte offensivo Lajunen e il ritrovato Suri, con Bertaggia, paiono il terzetto più pimpante, cui appellarsi nei momenti di affanno, la vena realizzativa di Boedker non pare bastare e Arcobello predica bene, ma qualche volta appare inascoltato. Il vero problema resta la difesa, costruita con connotati decisamente offensivi (per le caratteristiche tecniche dei giocatori) e che necessita dell’apporto dell’intera squadra se deve reggere l’urto avversario, specie quando si tratta di affrontare formazioni di spessore e caratura superiore alla media. Se poi si aggiunge l’imprecisione e errori “ortografici” da matita blu dei vecchi tempi di scuola, allora si comprende come mai il Ginevra abbia trovato così spesso la via della rete, totalizzando sei punti tondi tondi che lo distanziano dal Lugano in classifica (le formazioni era pari punti prima del doppio confronto). Insomma, nessuno si era illuso, ma da questa trasferta, Pelletier torna in Ticino con molti dubbi da risolvere e tanto lavoro da fare.