Che la Bossard Arena non fosse terra per corroborare la classifica, lo si sapeva, ma la formazione di Tagnes aveva abituato i suoi sostenitori ad alti e bassi non sempre preventivati. Questa sera non ha concesso scampo ad un Ambrì che si fatto anche molto male da solo, lento nella copertura del portiere Hrachivina (ancora tra i pali dopo la bella prestazione in Champions, relegando Sabolic in tribuna) che ha fatto molto, ma non poteva reggere l’urto in solitaria; collezionando penalità ( molte doppie, cinque in tutto, forse un autentico record!) che hanno impedito un regolare schieramento dei blocchi; evanescente in attacco dove, non fosse stato per la bella azione personale di Kneubuehler (autore della rete della bandiera), il giovane Hollenstein, al debutto in LNA, avrebbe collezionato shut out abbastanza comodo. La rivoluzione nel line up operata in Slovacchia è stata riproposta da Cereda in campionato, ma a parte lo spessore dell’avversario (fermare già il solo Hofmann appare impresa non banale, tant’è che ha collezionato la ventesima doppietta della sua carriera), per troppo tempo è stato impossibile schierare blocchi completi. La vera cartina da tornasole la si avrà alla Valascia con il Rapperswil (autore di grande rimonta casalinga con il Berna: da 1 – 4 a 5 – 4 al supplementare!). Una ulteriore “magra” sarebbe il suggello che la stagione è ancora più lacrime e sangue di quanto ci si attendesse.
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INCREDIBILE: ARCOBELLO A LUGANO PER TRE ANNI
Difficile credere di primo acchito alla notizia, eppure il comunicato ufficiale del Lugano non mente: dalla prossima stagione e per tre anni filati, MARK ARCOBELLO vestirà la casacca bianconera. Dopo quattro anni trascorsi a Berna, quasi sempre al top, il più forte centro della Lega ha deciso di cambiare aria. Quali le motivazioni di una tale decisione? Solo economiche? Di certo non lo sapremo mai e solo il ghiaccio dirà il suo verdetto finale.
SI TORNA A SORRIDERE
Turno di recupero per il LUGANO che alla Resega, dopo essersi un po’ complicato la vita, arriva alla terza sirena chiudendo con Lammer, a porta vuota, i conti con un rognoso RAPPERSWIL (6 – 3 il finale, ma qualche brivido di troppo è corso giù per la schiena dei tifosi bianconeri). Con l’ormai consueta formazione, che prevede la tribuna per Spooner, la formazione di Kapanen è partita con il piede giusto guadagnando doppio vantaggio, grazie alle reti di Loeffel e Bertaggia nei primi dieci minuti. 39 secondi di ordinaria follia, consentivano al Rapperswil di pareggiare. E’ a quel momento che è salito in cattedra Luca Fazzini: terza doppietta del campionato e partita incanalata verso la vittoria, incurante del momentaneo 3 – 4. Il Lugano sale così al terzo posto in classifica dopo prova fatta, come ormai d’abitudine, di alti e bassi, ma risolta per il meglio con carattere e volontà (oltre al tocco di classe del personaggio di giornata).
Sorride anche l’AMBRI’ che, stasera, migrava in terra Slovacca per la penultima partita del girone di Champions League. Opposto ai campioni locali del Banská Bystrica, con le linee molto rivedute, i leventinesi non si sono fatti sorprendere e hanno rapidamente preso in mano le redini della situazione pervenendo al 2 – 0 in rapida successione per merito di Kneubuhler e D’Agostini. Gettando alle ortiche diverse occasioni, hanno arrotondato il punteggio nella seconda frazione sempre con D’Agostini ed una superlativa rete in short hand di Zwerger. In una partita spesso frammentata dalle penalità, il terzo tempo ha visto salire alla ribalta Hrachovina, autore di qualche brillante big safe a difesa del meritatissimo shut out. E dalle linee molto rivisitate cosa avrà tratto Cereda? Spunti per il campionato?
TICINESI IN CHIAROSCURO
Fine settimana in chiaroscuro per le ticinesi che hanno sorriso solo a metà: vittoria casalinga, sconfitta esterna nella replica.
Cominciamo da chi sta peggio, cioè l’Ambrì. La vittoria sul Friborgo (4 – 0) con il secondo shut out di Manzato nella stagione e la prima rete di Sabolic avevano acceso qualche timida speranza che, impostato un ruolino di marcia con passo maggiormente spedito, qualche soddisfazione potesse alfine approdare sotto le volte della Valascia. Vero che la pochezza dei burgundi (che in nottata hanno sollevato French dall’incarico e affidato temporaneamente la formazione al duo Dubè – Rosa) aveva consentito alla formazione di Cereda di incamerare tre punti senza eccessivi patemi, ma si credeva che la ritrovata via della rete per Sabolic, dotasse la formazione un’arma al momento del tutto sconosciuta. Invece, l’acqua continuano a portarla altri, e buon per tutti che Dal Pian e Kneubuhler stanno facendo molto per tenere a galla la situazione. Così a Losanna non c’è stata continuità e la rete iniziale di Hofer non è stata supportata da quel raddoppio che ebbe consentito maggiore fiducia (occasioni avute, ma immancabilmente fallite). Per il rientro di Novotny c’è ancora tempo, dunque bisogna inventarsi qualcosa, perchè 10 punti in 10 partite non portano lontano dall’ultimo posto.
Bene il Lugano contro i lanciati LIONS nella sera in cui Sannitz festeggia le 800 presenze in maglia bianconera: 3 – 1 il risultato, ma prestazione solida e attenta al cospetto di una delle formazioni più in forma del momento. Subita la rete iniziale di Suter, la formazione di Kapanen ha rapidamente impattato con Fazzini (due reti ancora per lui in serata). Il vantaggio del top scorer ha messo il fuoco sotto i pattini degli ospiti che hanno a lungo premuto, ma i bianconeri hanno avuto il merito di non disunirsi, di lottare con disciplina sino al liberatorio punto di Zangger, nel finale, che liberava dall’incubo del possibile pareggio. Sulle ali la buona serata, si pensava di concedere il bis alla Ilfis, ma il Langnau, si sa, non molla l’osso! Il doppio vantaggio (2 – 0 alla prima pausa; 3 – 2 nel terzo tempo) non hanno impedito allo scatenato Pesonen (che con Di Domenico ha incamerato minuti su minuti) di impattare e trasformare rigore da plausi per l’aggiudicazione della contesa dopo l’overtime.
IL PRIMO DERBY E’ DEL LUGANO
Primo derby al Lugano di fronte a una Valascia che non ha per nulla presentato il tutto esaurito (solo, si fa per dire, 5500 sugli spalti). Lugano che ha meritato la vittoria perché ha fatto decisamente di più e controllato il gioco, frutto non di manifesta superiorità, ma di un possesso del disco più oculato e redditizio: ha saputo affondare di fronte all’atteggiamento rinunciatario dei padroni di casa, ha controllato le sfuriate dell’avversario cercando di tenere la minaccia lontano dalle zone nevralgiche, ha trovato in Zurkirchen in portiere in crescendo e affidabile. Tutto qui? Praticamente sì. Coi tempi che corrono, non è il caso di fare gli schizzinosi.
Sul fronte opposto, la solita carica in crescendo dopo il pareggio sul finire del primo periodo, frustrata da una rete “di rapina” di Sannitz per il definitivo 2 – 1: tanta voglia, ma anche molta sterilità in attacco, con le buone occasioni che rimangono nel limbo delle intenzioni. Il pareggio era pure arrivato per merito di Dal Pian, ma gli arbitri, visionate le immagini, annullavano per un passaggio con la mano. Decisione fiscale ma, alla luce delle nuove norme, ineccepibile. Purtroppo l’Ambrì deve recitare il mea culpa su altri fronti: se sugli scudi salgono i Knuebuhler e i Neuenschwander, mancano clamorosamente all’appello coloro che dovrebbero portare il peso della baracca. Flynn e Sabolic (rete e assist a parte) si sono visti poco, anche in fase di telecronaca, non solo sul tabellino. E l’Ambrì non può reggere l’urto avversario solo con la terza e quarta linea!
GRANDE AMBRI’ STENDE IL BIENNE
Grande prova della truppa di Cereda che costringe la capolista Bienne ad uscire dal ghiaccio a bocca asciutta per la prima volta in stagione. Merito tutto dei leventinesi che hanno costruito con pazienza, tenacia e spirito di squadra, la migliore partita della stagione. Non si sono disuniti neppure quando, un po’ contro l’andamento della partita, Ratgheb ribadiva in rete un disco respinto da Manzato, giungo come una doccia fredda dopo un ennesimo palo di Sabolic. Salvati dal portiere dal possibile raddoppio, i biancoblu hanno innestato a testa bassa la baionetta e, con un terzo periodo da incorniciare, hanno ribaltato la situazione con un parziale di 3 – 0.
A fine partita il Bienne ha presentato un protesto, poi non confermato, per un presunto errore arbitrale. In effetti, la quaterna “zebrata” non ha fatto un figurone nella circostanza. I fatti nel secondo periodo: penalità differita nel terzo dell’Ambì fischiata a Dotti e portiere bernese che lascia la gabbia. Il disco viene controllato dai padroni di casa mentre il gioco prosegue, per cui si crede che la penalità sia a carico del Bienne. Paupe torna in porta precipitosamente e Manzato esce. Disco perso dagli uomini di Cereda e Kreiss lo infila nella porta sguarnita. Finalmente Lemelin (che era stato tutto il tempo con il braccio alzato) manda in panca Dal Pian e annulla la rete.
LUGANO SCIUPONE
Pareva una serata da incorniciare, quella che alla Corner Arena vedeva di fronte i bianconeri di Kaponen al Ginevra primo in classifica, tanta mole di gioco e di azioni stavano costruendo i padroni di casa per consolidare il vantaggio di Romanenghi, ottenuto dopo solo un paio di minuti. Invece, più il tempo passava, più tornava a profilarsi il solito match contro i granata: squadra sempre sull’orlo della capitolazione che si aggrappa a qualche puntello per non affondare (nella fattispecie il portiere Descloux, davvero superlativo per tutto l’arco della gara), ma capace di cavare dal cilindro il colpo a sorpresa dopo aver narcotizzato avversari e pubblico. Così, quando in short hand, Wick ha trovato modo di impattare, lo spauracchio della beffa si è fatto più concreto. Il Lugano non è riuscito a reagire al colpo subito e il Ginevra ne ha approfittato per avanzare il baricentro e tenere lontano la minaccia. Non sono mancate le occasioni neppure all’overtime, ma il disco decisivo si è infilato alle spalle di Zurchirken. Passa agli archivi un match dove il “cantiere” ticinese ha mostrato grandi progressi, ma ancora lacune importanti cui solo il tempo consentirà di porre rimedio.
HOFER A BIENNE
Nessuno stupore, ormai così va il mondo. Di oggi la notizia che l’austriaco, con passaporto svizzero, FABIO HOFER lascerà la Leventina nella prossima stagione per accasarsi a BIENNE per due anni. Inevitabile che, dopo le convincenti prestazioni dello scorso anno, confermate dal campionato appena iniziato, in molti, dal portafoglio corposo, avrebbero messo gli occhi sulla piccola guizzante e prolifica ala.
TICINESI ALLA PRIMA VITTORIA
Serata decisamente favorevole alle formazioni ticinesi che, entrambe tra le mura amiche, hanno ottenuto bottino pieno per la prima volta in stagione.
Cominciamo dall’AMBRI’ che, opposto al LANGNAU, ha ottenuto una vittoria basta sulla determinazione e sulla volontà di portare a casa un risultato favorevole, venendo a capo di una partita spigolosa, rognosa, vibrante, come spesso accade quando ci si trova di fronte i tigrotti dell’Emmenthal. Non che nel primo periodo la formazione di Cereda abbia tardato ad entrare nel vivo della questione, ma i molti spunti non hanno trovato quel focus capace di far scattare la scintilla in più per tramutare le buone intenzioni in risultato concreto. Ciò si è verificato nel tempo conclusivo ( i primo due si erano chiusi a reti inviolate, ma con un palo all’attivo per parte) e ne è emblema la rete di Zwerger che, su assist di Sabolic (primo punti in Svizzera), ha messo in campo quel “quid” in più per insistere e scaraventare in rete un disco che ha dischiuso la via verso il successo. Sono venuti poi il raddoppio definitivo di D’Agostini a la chiusura a doppia mandata della gabbia di Manzato (primo shut out) che appare ben augurante per una difesa tornata prepotentemente attenta. Come dice il coach la vittoria è il miglior team building, ed il 2 – 0 rifilato al Langnau, affatto formazione addomesticabile, appare di buon auspicio per lanciare una stagione che aveva mostrato luci ed ombre, raccogliendo meno del dovuto. Anche i due punti a tabellino di Sabolic fanno morale.
Non è stato da meno il LUGANO, opposto al BERNA campione (4 – 2), mostrando un netto e deciso passo in avanti, dopo la buona prestazione di Zugo. E’ stata vittoria basata sulla solidità difensiva e sulla tenuta mentale per per tutto l’arco della gara, con crescita esponenziale, considerando le ultime tre prestazioni. All’ottimo primo tempo, chiuso sul doppio vantaggio, ha fatto seguito una ripresa dove la formazione di Kapanen ha preso in mano il pallino della situazione e, contrariamente ai cali di tensione del passato recente, non lo ha mollato sino alla fine. Bene anche le prestazioni dei singoli, dove il duro lavoro comincia a dare frutti
ANCHE IL LUGANO TROVA IL PRIMO PUNTO
Muove un passo in classifica anche il Lugano sulla temibile pista di Zugo, giocando partita convincente, con buon piglio, capace di tenere testa a formazione molto quotata, anche se non ancora al meglio del suo potenziale valore. Quando gli svizzero – centrali prendono in mano il pallino della situazione, specie con il loro blocco migliore (ma gli altri sono inferiori?) i pericoli fioccano a grappoli (vedi due ferri colpiti da Hofmann). Ma si deve anche annotare che la squadra di Tagnes raccoglie meno di quanto ci si attende, forse per una inevitabile propensione a strafare che consente all’avversario di porre rimedio; non solo, ma lo sbilanciamento, apre varchi difensivi che, come nel caso della rete di Burgler, scompaginano le carte e rendono la situazione ancora più ingarbugliata. Il Lugano è stato abile nel capitalizzare al meglio le occasioni avute, sfiorandone altre decisamente ghiotte, raccogliendo un punto importante anche per il morale.

